lunedì 31 maggio 2021

9maggio'78 testimoni partecipi raccontano parte seconda: pomeriggio a radio AUT: programmazione e partecipazione


    Io sono arrivata nel periodo in cui fu fondata Radio Aut

 

    Con radio aut c'era un’attività che si sviluppava soprattutto per i problemi del territorio e in particolare Peppino aveva questa questa tendenza ad affrontare il problema del territorio dal punto di vista della presenza

 

     Peppino Impastato aveva un ruolo fondamentale nella gestione della radio

 

    Questa radio praticamente era uno strumento principalmente di Peppino per portare avanti il suo lavoro sul territorio di Cinisi e Terrasini poi contemporaneamente siccome era anche il periodo in cui cominciavano a nascere le radio libere facevamo anche altre attività di intrattenimento facevamo un'attività come collettivo femminista in maniera indipendente dal lavoro di Peppino ma insomma principalmente era lo strumento per portare avanti le battaglie di Peppino

 

    Facevo parte della redazione di radio aut onda pazza era una trasmissione di satira politica ed era una satira pungente e che si occupava esclusivamente diciamo della situazione politica a Cinisi e a Terrasini della vita amministrativa dei due paesi e degli esponenti che condizionavano la vita politica e amministrativa dei due paesi il riferimento era sempre alla cosca mafiosa presente nel territorio il riferimento era a loro con epiteti coniati appositamente per loro 

 

    C’era tano seduto Gaetano Badalamenti l’onorevole pantofolo che era l’onorevole Pandolfo geronimo stefanini che era il sindaco che era Gero Di Stefano 

 

    Era sempre al controllo del territorio a una gestione del territorio che era tendente a speculare sul territorio e ad accumulare proventi che Peppino diceva che non erano indifferenti

 

     Ero uno dei redattori soprattutto della trasmissione satirica Onda Pazza che andava in onda il venerdì sera e veniva replicata la domenica diciamo così la trasmissione viveva era su due fasi una fase dedicata a Terrasini e una Cinisi e viveva soprattutto per la fase che riguardava Cinisi su notizie in gran parte di prima mano che Peppino spesso portava su cui costruivamo una sorta di canovaccio che poi diciamo così nel corso della trasmissione veniva in gran parte improvvisato e veniva associato a brani musicali

 

SIGLA ONDA PAZZA

 

    Beh sì diciamo che le informazioni le aveva lui e aveva questa abitudine di tenersele lui finché non le pubblicizzava insomma raramente venivamo a conoscenza di fatti o di situazioni prima che fossero rese pubbliche era una sua abitudine

 

    Le notizie di Peppino erano in gran parte legate all'ambiente di Cinisi e alla struttura politica della giunta di Cinisi che faceva capo a Gero di Stefano e all’ interno della quale c'era anche il Partito Comunista vicesindaco era del PCI e alle decisioni politiche essenzialmente le ultime onde pazze soprattutto quelle che vanno da credo da aprile a maggio sono quelle proprio direi più più forti nel senso che nel senso che vengono presi di petto alcuni temi specifici per esempio nell’aprile nei primi di aprile venne approvato il progetto per la costruzione del palazzo famoso di proprietà di Emanuele e di Giuseppe Finazzo Finazzo era chiamato da Peppino Pino Don Peppino percialino perché aveva questa cava di perciale però essenzialmente forse la trasmissione più forte è quella dedicata al PA2

 

 BRANO ONDA PAZZA

 

    Diciamo così diventò una sorta di villaggio turistico di cui erano proprietari e secondo quello che riferiva Peppino il Pino Lipari un certo Cusumano che era un imprenditore un altro imprenditore fascista che si chiamava Caldara e questi due qua diciamo così erano smorfiati il Lipari era il Pari di Inghilterra il Caldara era quarara calante e si costruì una certa diciamo così ambiente come se si trattasse di un villaggio indiano costruito affinché potessero essere portate altrove con eroiche queste eroiche 


BRANO ONDA PAZZA

 

    Queste eroiche stava per eroina cioè affinché l'intenzione con cui facevamo questa trasmissione era per dire che questo villaggio avrebbe potuto essere uno dei punti di traffici di droga

 

    Durante i comizi Lui parlava soprattutto di una sorta di intreccio fra la politica e la mafia poiché molte cose passavano molte cose che venivano approvate in Giunta o al consiglio venivano fatte agli amici degli amici e Peppino queste cose li denunciava pubblicamente facendo sempre nome e cognome 

 

    Nell'ultimo comizio in particolare quello due giorni prima della morte dell'uccisione di Peppino Impastato il comizio del 7 maggio c'era parecchia gente e si svolse praticamente non in piazza ma un po' più sotto della piazza a un incrocio dove di solito Peppino faceva preferiva fare i suoi interventi Peppino in quel comizio parlò molto del territorio e del saccheggio del territorio e degli interessi mafiosi su che gravavano proprio sul territorio e e fece il nome di Gaetano Badalamenti in quell'occasione pubblicamente perché quel comizio era di la domenica 7 maggio fu abbinato a l’esposizione di una mostra che portava il titolo emblematico di mafia e territorio e c'erano parecchi pannelli con le foto e le didascalie che descrivevano caso per caso tutte le situazioni di speculazione o di scempio sul territorio

 

 TITOLI PANNELLI

 

 

    Anche io ero candidato si perché confrontandoci con diciamo con l’elezione politica a Cinisi avevamo fatto la scelta di candidarci per portare Peppino Impastato in consiglio comunale abbiamo aderito a Democrazia Proletaria ma fu una scelta così non perché eravamo di democrazia proletaria anche se molte cose erano vicine una scelta diciamo elettoralistica c’era una macchina di Peppino che si usava una 850 mettevamo le due trombe una opposta all’altra li poggiavamo sulla macchina li legavamo con una cinghia e si andava in giro c’era un piccolo amplificatore attaccato alla batteria e si andava bandizzando

 

   L’ultimo incontro con Peppino è stato nei locali della radio il pomeriggio e poi io appunto non abitavo a Terrasini e Cinisi ci siamo lasciati in serata io sono rientrata a Palermo

 

    Per Peppino la politica era principalmente un lavoro sul suo territorio e in quel periodo noi cercavamo di guardare la politica in maniera più globale e su questo Peppino non era d'accordo queste discussioni rientrarono subito furono dei momenti di discussione ma non ci furono mai degli scontri veri e propri su questo

 

    Avevamo avuto discussioni su come portare avanti certe attività che so quando abbiamo fatto una manifestazione sull’energia nucleare

 

     All'interno di una vita di gruppo ci sono sempre momenti in cui ci sono divergenze di opinioni ci fu una divergenza di opinione fra alcuni della radio e fra i quali fra Peppino e qualcuno ed altri in relazione a una drammatizzazione portata all'esterno una prima volta a Terrasini e poi ai Cinisi dai contenuti chiaramente antinucleari Peppino non condivise quella cosa ma non tanto perché non condivideva la battaglia contro il nucleare solo perché pensava che in quel momento questo poteva distrarre alcune energie alcuni l'impegno di alcuni dall'attività della radio ma non era così era soltanto una divergenza di opinioni che poi si supererò facilmente 

 

 

 

 

venerdì 28 maggio 2021

9maggio'78 testimoni partecipi raccontano parte prima: la gioia nell'impegno

 

     Peppino veniva a vedere quello che si faceva a Terrasini nelle rappresentazioni teatrali. Era un gruppo che faceva anche interventi culturali musicali, dibattiti e qualche piccolo spettacolo musicale e Peppino frequentava il Gruppo OM di Terrasini. L’avevo conosciuto come compagno di scuola alla scuola media all’inizio degli anni 60, tutto quel periodo della scuola media e poi successivamente anche al ginnasio e al liceo. Nel periodo successivo per qualche anno ci siamo persi di vista. Ci siamo riavvicinati alla fine del ‘74 perché a Terrasini era c'era un gruppo teatrale che stava facendo qualcosa.

   Alla fine degli anni ‘76 ‘77 abbiamo fatto alcune campagne elettorali assieme, con Lotta Continua, poi nel ‘77 abbiamo aperto un circolo a Cinisi che è nato, stranamente, da un fallito concerto che dovevamo fare. Io e altri ragazzi abbiamo cercato di far nascere un questo circolo, l’abbiamo chiamato circolo "Musica e Cultura" e Peppino è stato uno degli artefici delle attività del circolo che non era solo musicale, tutt’altro, anzi andava molto sul sociale: si facevano dibattiti, si facevano cineforum, si facevano tante attività anche nel sociale

    Io l’ho incontrato solamente a qualche assemblea a Palermo presso la facoltà di architettura, nel ‘76 e nel ‘77 e da ultimo anche nella primavera del ‘78 cioè poco prima che …  assemblee generali nelle quali si prendeva la parola e … 

    Avevo conosciuto Peppino Impastato perché in quel periodo io mi trovavo a Terrasini e siccome militavo anch'io nella sinistra avevo trovato questo gruppo che si era già formato a Cinisi precedentemente al mio arrivo

    Abbiamo ripreso i rapporti: c’era un gruppo a Cinisi che si stava organizzando per fare attività culturale e musicale e quindi ci siamo riavvicinati. I due gruppi, quello di Terrasini e di Cinisi, si fondono, si mettono insieme, erano molti di più quelli di Cinisi in quel periodo, di meno quelli di Terrasini, e nasce l'associazione "Musica e Cultura" nel ‘76. In questo modo l'attività politica, l’attività culturale e sociale aveva un taglio particolare già fin da quegli anni con "Musica e Cultura" viene fuori una capacità maggiore di intervenire all’esterno, di portare all'esterno le nostre analisi

     Noi eravamo un gruppo di Terrasini e aveva cominciato ad avvicinarsi a loro: si faceva più che altro inizialmente attività culturale, proiezione di film, dibattiti e che un po' rispecchiavano i temi di allora. Beh, politica è un po' troppo, in quel periodo non ricordo proprio che si facesse attività politica. Beh, singolarmente eravamo più o meno impegnati perchè chi andava a scuola, io avevo vent'anni, alcune esperienze un po' legate ai cortei giovanili ed altro. Il nostro gruppo era disomogeneo da morire, anche tra di noi c'erano persone di diverse età, di diversa maturazione politica, di diversa estrazione sociale

    Ciascuno portava la propria esperienza però quello su cui si convergeva era il fatto che non ci sentivamo di appartenere a nessuna delle forze politiche rappresentate istituzionalmente in quel momento; eravamo di sinistra ma non ci sentivamo rappresentanti né dal PSI né dal PCI, quindi eravamo quelli che in quel periodo venivano definiti extraparlamentari

     Quindi ci accomunava questo, fondamentalmente questo stare insieme. Peppino aveva una figura un po’ così da ... aveva carisma, era molto rigoroso

    All'inizio l’attività politica con interventi all'esterno, comincia con con un'analisi continua e un’osservazione continua di quello che succedeva nel territorio, perché Cinisi e Terrasini avevano un territorio già abbastanza devastato dalla speculazione edilizia. C'è un vero e proprio saccheggio: alcune fasce del territorio che vanno, diceva Peppino, da San Cataldo all'aeroporto e alla torre dell'Orsa, che sarebbe il confine del territorio di Cinisi lato Carini, quel territorio è martoriato dalla speculazione edilizia e dal saccheggio, cioè troppo cemento. Un territorio eccessivamente cementificato e che rischiava di essere ancor più cementificato

    Chiaramente, una volta che si parlava di speculazione edilizia, la speculazione edilizia era in mano alla mafia. Il nome principale che usciva fuori sempre era il nome di Gaetano Badalamenti. Assieme a lui il nome di Finazzo

 

    Ricordo naturalmente era sempre la mafia era anche ricordo molto bene con qualche diciamo difficoltà successiva ricordo molto bene che diciamo ci fosse quasi una distanza indubbiamente Peppino Impastato aveva una lucidità che noi non avevamo noi non vivevamo quella realtà e non ci rendevamo conto spesso i suoi interventi in qualche modo erano seppure bonariamente in conflitto con un atteggiamento allora in quegli ultimi anni soprattutto nel ‘77 nel ‘78 erano diffusi che erano interpretati temo giustamente come in fondo un disimpegno Peppino interveniva cercando di trasmettere quello che lui di cui aveva percezione

 

era un continuo tutta la sua attività era una continua denuncia di farti piccole e grandi

 

Peppino Impastato faceva delle denunce contro la mafia di Cinisi contro i traffici della droga e delle armi e faceva pure campagna di controinformazione contro una sinistra lui chiamava la sinistra di governo che non faceva niente per impedire queste cose l’oggetto di questa sua attività diffamatoria era don Tano Badalamenti che chiamava Tano seduto il sindaco di Cinisi che lui chiamava Geronimo Stefanini e invece si chiama Gero Di Stefano l’onorevole Pandolfo lui praticamente tutto quello che c’era da bloccare tutto quello che c’era di illecito da bloccare tentava sempre di farlo e non con metodi violenti ma con metodi che sono credo la democrazia in un altro paese europeo

 

sempre contro l’uso della violenza sempre contro l’uso delle droghe sempre anche in maniera molto ironica nei confronti sia della violenza che delle droghe

 

ironizzava su fatti della vita politica locale di Cinisi e Terrasini e ironizza anche sulle persone e quindi anche su Badalamenti

 

Era un pacifista insomma lui non era un tipo preferiva usare l’ironia la parola ma non era un violento

 

Impastato no Impastato era legato alla sinistra storica più che altro per cui veniva da una formazione da lontano in questo senso no no era per la politica normale non era condivideva non era d’accordo con questi gruppi che provenivano dall’estrema sinistra e avrebbero preso una strada diversa dal lavoro politico dall’impegno all’interno di un contesto costituzionale

Peppino non è mai stato un violento di attentati non si è mai parlato in nessun modo ma neanche di manifestazioni più violente che non arrivassero a quei limiti perché Peppino non è mai stata una persona violenta in quel periodo e facendo attività politica era normale che se ne parlasse però ripeto Peppino non era un violento e l’ha sempre criticata

 

No nel modo più assoluto Peppino era una persona assolutamente incapace di praticare la violenza o di fare violenza assolutamente commentavamo i fatti di terrorismo soprattutto in quegli ultimi mesi le occasioni erano tantissime quotidiane perché eravamo in pieno sequestro Moro e quindi i commenti che facevamo erano rispetto al terrorismo negativi nel senso che non condividevamo quella quei con i metodi di lotta quelle scelte estreme e allora per esempio c’era un dibattito interno anche al quotidiano lotta continua che era un quotidiano che seguivamo con attenzione e che si poteva sintetizzare con un’espressione particolare insomma discutibile quanto si vuole ma particolare

 

Avevamo una posizione comune e allora eravamo né con lo Stato né con le BR eravamo nelle posizioni vicine al partito radicale e quelle che poi furono del partito socialista di Craxi

 

Più o meno la posizione che riuscivamo a condividere un po’ di più era questa perché né con lo Stato intendevamo dire né con quello Stato quel governo quel tipo di sistema di regime in quegli anni insomma né con le BR

 

lui si metteva sopra un palco di fronte al bar dove noi diciamo dove noi stazionavamo sempre che poi c’era in questo bar c’era di tutto c’erano giovani di destra giovani di sinistra di fronte al bar c’era un sedile di pietra mi ricordo che lui legava c’era un palo della luce legava un lenzuolo là con la scritta organizzava un comizio sempre preventivamente andando in caserma a fare la relativa richiesta di autorizzazione e lui subito così in quattro e quattr’otto ti faceva un comizio

 

Il fatto che si fossero autorizzate le cave in delle zone di particolare pregio ambientale e il fatto che l’autostrada avesse deturpato irrimediabilmente dopo la presenza dell’aeroporto nel nostro territorio la parte rimanente del territorio stesso

 

in particolare per esempio negli anni precedenti al ‘78 c'era c'erano stati diversi interventi di Peppino e del gruppo erano gli anni della costruzione dell' autostrada Palermo Mazara del Vallo che ha interessato il territorio di Cinisi Terrasini perché lo attraversa e in un certo senso ha pure devastato quel territorio perché nel percorso proprio nel tratto fra Cinisi e Terrasini quell’autostrada fa delle curve che Peppino definiva strane e particolari perché erano curve che andavano a evitare i terreni di alcune persone diceva lui e casualmente e poi toccavano i terreni insomma della gente comune parlava sempre di terreni degli amici degli amici in questo per quanto riguarda questa particolare situazione della costruzione della dell'autostrada per altre cose era molto più preciso per esempio quando si riferiva alla costruzione di un approdo turistico da costruito sul litorale prospiciente l'aeroporto di Punta Raisi

 

Peppino ha fatto questo volantino in cui denunciava per esempio la costruzione di una strada che da noi è una strada nella zona di montagna si chiama purcaria questa strada parte e fa qualche km e poi muore in una casa in una grossa casa questa casa è di un certo Palazzolo che …

 

                compagni, lavoratori, cittadini

                all'indomani dell'approvazione del bilancio comunale, con il voto favorevole di pci, psi, pli, msi e  indipendente di sinistra, che consente alle minchie pallide democristiane di amministrare ancora per  molte lune la cosa pubblica, la commissione edilizia ha dato parere quasi favorevole ad un progetto    per la costruzione di un palazzo a 5 piani, presentato dal famigerato Finazzo, "strascina quacina" di  Gaetano Badalamenti, viso pallido esperto in lupara e traffico d'eroina.

                a quanto pare c'è anche il parere del sindaco Bartolotta, uomo bianco dai grossi attributi virili, e dell'ente aeroportuale. infatti il lavoro di scavo per la posa delle fondamenta è già iniziato e      chiunque può vederlo, (in zona mulino).

                questa ennesima provocazione, che trova il suo principale punto di appoggio in alcuni banditi     presenti all'interno della commissione stessa, necessita di una risposta immediata e ci chiama ad un  doveroso compito di chiarificazione. …

… poi di altre denunce c'è sempre del Finazzo il palazzo a 5 piani un palazzo che poi da queste denunce che sono state fatte è stato bloccato dalla magistratura credo

 

                “il progetto è stato bloccato solo ed esclusivamente per merito della controinformazione e dell’opera     di denuncia della sinistra rivoluzionaria”

 

… poi c'è il la denuncia della dello Z10 o PA2 è un porticciolo vicino Punta Raisi nella zona di Punta Raisi che non si non si è mai capito a cosa potesse servire questo porticciolo costruito in in quel posto e uno dei finanziatori un certo Lipari anche questo accusato di mafia negli anni a venire

 

Oltre i comizi c’era qualcos’altro la politica di Peppino era multiforme un volantino diffuso nell’aprile del ‘77 un volantino a firma lotta continua in cui  Peppino parlando anche descrivendo quello che era il quadro politico amministrativo che reggeva Cinisi in quegli anni faceva capire chiaramente quali rapporti di connivenza ci fossero fra la cosca mafiosa e questi amministratori richiamava in maniera dura e aspra i due partiti della sinistra storica alle loro responsabilità perché avevano in Giunta e in consiglio comunale approvato progetti perlomeno discutibili se non proprio invece da bocciare e Peppino fa anche il nome anche in questo volantino di Gaetano Badalamenti di Giuseppe Finazzo e del Palazzolo

 

                Chiediamo poi al  PCI e al PSI che rendano pubblicamente conto del loro comportamento politico tenuto negli ultimi anni. E precisamente:

1)      Del loro voto favorevole rispetto al finanziamento di 11 milioni, relativo alla strada Siino-Orsa (delibera n. 65 del maggio ’76), soldi finiti nelle tasche dello stesso Finazzo; (parrineddu);

2)      Della costruzione della strada “purcarìa” quando i loro rappresentanti in consiglio comunale facevano parte della giunta e ricoprivano gli incarichi rispettivamente di vicesindaco e assessore ai lavori pubblici;

3)      Del loro silenzio cimiteriale rispetto all’opera di saccheggio pianificato del territorio, sia all’interno della giunta che a livello di consiglio comunale;

4)      Del loro voto favorevole, infine, sul bilancio di quest’anno, che rappresenta una cambiale firmata in bianco ad un manipolo di cialtroni e di lazzaroni incalliti.

       “… mentre l’ultimo tratto circa 150 meri di strada è costato qualcosa come 11 milioni quel           rifinanziamento è stato votato da tutti i partiti che componevano allora la maggioranza  amministrativa compreso il partito comunista italiano e che allora aveva il vice-sindaco e compreso il artito socialista italiano che allora aveva l’assessorato ai lavori pubblici in carico e che veniva ricoperto da Salvatore Zangara posso citare anche il numero della delibera …”

         Di fronte ad una simile situazione, noi diffidiamo questi partiti cosiddetti di sinistra e per l’ultima volta li richiamiamo alle loro responsabilità politiche e sociali: o con la mafia e la Dc, o contro la mafia e la dc. Abbiamo comunque materiali sufficienti per un vostro definitivo sputtanamento.

                Marzo 1977      

                Firmato Lotta continua  

 il nome di Badalamenti lo faceva dalla mattina alla sera

 rivestiva secondo Peppino il ruolo di capo mafia capo cosca e quindi responsabile di tutta l’attività della famiglia mafiosa

 gli aveva attribuito il ruolo di capo mafia di Cinisi Peppino sosteneva che l’organizzatore che alle spalle di tutto quello che succedeva nel territorio di Cinisi ci fosse Gaetano Badalamenti

 


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lunedì 22 marzo 2021

Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie

Nella XXVI giornata del ricordo delle #vittimeinnocentidimafia e sotto una pioggia insistente che non ha scoraggiato quanti hanno voluto presenziare, pur nelle resatrizioni del contrasto al Covid-19, è stata ri-collocata la targa nella #stele di Salvo Salvato, #verticaletempo voluta dalla amministrazione Gaglio con Pino Manzella assessore. La targa originale, pochi mesi dopo la sua collocazione, era sparita a poco a poco: prima togliendo una consonante, poi una vocale così da trasformare la lotta alla #mafia in lotta alla afa. Per poi far scomparire targa e palo nell'indifferenza collettiva.

Nella reinaugurazione di oggi, voluta da #casamemoriaimpastato e supportata dall'Amministrazione Comunale e dalle Associazioni #peppinoimpastato #nomafiamemorial e #centroimpastato c'è tutto il senso del riscatto, ridando valore a quel simbolo di riconoscimento delle vittime innocenti delle mafie e del sacrificio, in particolare, di Peppino Impastato, che con il suo esempio ha aperto la strada ad una antimafia sociale, fatta dal basso. E' un forte messaggio che, legandosi al passato, guarda al futuro affinché #cinisi diventi, finalmente, il paese di Peppino Impastato.

foto Cinisi nella giornata in ricordo delle vittime delle mafie
Cinisi - giornata in ricordo delle vittime delle mafie

Dal messaggio del #sindaco #giangiacomopalazzolo

"Atto di coraggio nel '96 intestare quest'opera ai caduti nella lotta alla mafia ed ancor più coraggiosamente averla collocata nella piazza dove i mafiosi solevano passeggiare. È stato un forte segnale per dire adesso basta e cominciare una seria lotta alla mafia. Una stele che ricorda al paese la sua #storia e consente di riflettere all'interno della nostra anima. Oggi siamo qui per dare un ulteriore messaggio che è quello della prospettiva futura. Nel '96 è stato l'inizio, oggi nel '21, la prospettiva che questo paese diventi il paese di Peppino Impastato."

 




 
 
 
 


 







martedì 16 marzo 2021

Noi rispondemmo con il lancio di uova

Cinisi rappresenta, per tradizione, una anomalìa nel contesto delle rappresentazioni Sacre, con il “colpo di coda” del Carnevale: il suo tradizionale “Carnevalone” nella prima domenica di Quaresima. Una ultima giornata di spensieratezza, allegria e voglia di divertirsi e che affonda l’origine in tempi lontani, quando il carnevale aveva altri significati allegorici (l’inversione dei ruoli di genere) e pratici, di sfogo, nella possibilità di “bastonare”, metaforicamente e praticamente, i simboli del potere e della repressione, nei suoi rappresentanti locali. Quando era consentito sfogare la propria rabbia e le umiliazioni subite tutto l’anno.

Lancio di uova contro la macchietta dei fascisti locali

E … molto più praticamente, un’altra possibilità di “contatto” con l’amata/amato in una società che negava la vicinanza tra i generi fuori dal matrimonio. Cose ormai lontane e straniate dalla nostra convulsa vita frenetica dove tutto è consentito … Ma se la tradizione ha un senso … la rispetto almeno nel ricordo, ripensando anche a quella uscita in strada, e che stravolse il “funerale del Nannu”, che sanciva la fine del Carnevale a Cinisi, fatta da quel gruppo di ragazzi e ragazze che frequentavano “Musica e Cultura” nel 1977. Con un Peppino Impastato che faceva il mangiafuoco e inscenando macchiette in coppia con Gaspare Cucinella … Questo il racconto di Francesca Randazzo su questo episodio inedito, vissuto da lei in prima persona e con qualcuna delle ragazze che in quegli anni frequentavano “Musica e Cultura”. Ancora esse non avevano sviluppato una coscienza femminista ma avevano intrapreso un percorso di autocoscienza e di autoformazione. Per loro significava avere sviluppato una sensibilità per quelli che erano i temi della contestazione giovanile e in particolare per la questione femminile. Quindi non potevano restare passive davanti ad un pietoso spettacolo sessuofobico e offensivo della dignità di ogni donna, anche se era carnevale, e messo in scena dai giovani della destra cinisense.

Ascoltalo dalle maggiori piattaforme di streaming audio o scaricalo gratuitamente per ascoltarlo quando vuoi sui tuoi dispositivi.

 

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 Rispondemmo con le uova!

Era Carnevale ed è risaputo che la satira e l'ironia, in quei giorni, ha libero campo e proprio le battute che alludono alla sessualità e al rapporto uomo-donna, argomenti tabù di cui negli anni '70 non si poteva parlare apertamente, suscitavano risate a crepapelle e divertivano proprio perchè era, soprattutto allora, liberatorio parlarne.

Il gruppo femminile-femminista, che faceva parte del Circolo Musica e Cultura, non poteva accettare l'ilarità nè ridere su temi che erano argomenti di accesi dibattiti e lotte contro una cultura maschilista, ancora prepotente e diffusa.

Non era certamente il periodo giusto per scherzare e ironizzare su queste tematiche, fonti di rabbia per l'ingiustizia sociale che tutte le donne avevano per secoli e secoli e subivano ancora (credo che il problema non sia del tutto risolto), e quando in una macchietta si presero in giro le femministe noi rispondemmo con il lancio di uova.

Quel pomeriggio Fannj Vitale venne a casa mia tutta eccitata raccontandomi che un gruppo di "fascisti" del Movimento Sociale, partito di destra, che si opponeva all'emancipazione della donna, stava sfilando lungo il corso, travestiti da femministe. Frasi oscene, gesti volgari banane sventolate, simbolo dell'organo maschile, e tutte le femministe definite "puttane", perchè rivendicavamo il diritto di libertà e di parità nella sfera sociale, lavorativa e sessuale. Quindi tutte "puttane"

Non potevamo accettare la provocazione, anche se Carnevale, bisognava agire in fretta. Fannj propose di lanciare contro il gruppo delle uova. Così acquistate le uova, siamo giunte in piazza, dove il gruppo si era fermato per mostrare il meglio della loro performance. Non eravamo sole, a noi si erano unite Patrizia e forse Margherita. Al momento stabilito abbiamo lanciato contemporaneamente le uova contro il gruppo e ci siamo dileguate. Qualche uovo ha raggiunto il bersaglio!

Immaginate la sorpresa e la reazione dei "fascisti" che subito si sono sparpagliati tra la folla per acciuffare i responsabili dell'"onta". Noi col cuore in gola siamo scomparse ma eravamo contente di averli interrotti e feriti, ridicolizzandoli, nel loro orgoglio di maschi.

Francesca Randazzo

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domenica 7 marzo 2021

Da femminile a femminista: il collettivo di Cinisi

Questo fotomontaggio non rappresenta le uniche partecipanti a quell’esperienza di crescita e di ribellione femminile nella Cinisi del 1976. Tante altre ragazze-donne vi hanno aderito, chi con costanza ed assiduità e chi invece seguendo una discontinuità di un non facile impegno da mantenere.

alcune ragazze del collettivo femminile/femminista
Alcune ragazze del collettivo di Cinisi nel 1976


Parlare di neofemminismo siciliano e della sua genesi nel periodo degli anni ’70 significa ragionare di un movimento sorto all’interno di un quadro territoriale vasto e complicato, impregnato di patriarcato. A differenza dei movimenti diffusi nella penisola, quello siciliano ha avuto scarsa risonanza, considerato come movimento periferico, silenzioso, addirittura sconosciuto ai più. Eppure è pregno di una storia degna di narrazione e di cui le protagoniste vanno fiere e che ricordano come una esperienza necessaria, formativa, a carattere culturale. Non c’è storia di quel movimento perchè non c’è documento, se non la narrazione orale delle sue protagoniste. Nella genesi del suo divenire, il neofemminismo siciliano ha assunto tratti sfumati, difficili da rintracciare poichè il materiale e le voci che lo hanno caratterizzato non sono mai stati archiviati e molti di questi collettivi sono spariti in quanto aggregazioni pulviscolari, spesso effimeri, sparsi in tutto il territorio, in luoghi anche imprevedibili e di cui, di molti, se ne è persa traccia.

Liberamente tratto dalla tesi di laurea in Storia delle Donne e dell’identità di Genere dal titolo “Il neofemminismo in sicilia (1974–78)” di Marianna Indelicato Donato — Bologna 2015/16


Raccontare una storia iniziata a Cinisi nel ’76, quale può essere quella della conquista di noi ragazze di allora di parità, coscienza, diritti e consapevolezza, è stato emozionante. A prescindere dall’appellativo con il quale è stato intrapreso quel percorso, di certo è che per chi l’ha vissuto è stato un risveglio, personale e sociale, un no che partiva dalla persona e che come un’onda si propagava nella società, a inondarla di suoni e colori quali erano i vestiti a fiori delle ragazze che manifestavano nelle piazze e le canzoni di denuncia con cui accompagnavano quelle manifestazioni. Il risveglio dava forza e coraggio, il coraggio necessario per contrastare con chi voleva riportarle nel mondo conosciuto. Da allora quell’onda ha invaso la società, quella occidentale almeno, e la consapevolezza delle donne di essere si manifesta oggi, nei mille aspetti attraverso cui la loro creatività riesce ad esprimersi, ma anche nella loro serietà di ricoprire ruoli, nella loro capacità di raggiungere risultati in tutti quei settori che in passato erano loro preclusi. L’onda che parte dal passato e arriva al presente ci ricorda però che spesso viene ostacolata da uno scoglio, una cultura maschile di repressione e di potere che non riesce a dialogare con le donne. Importantissimo è stato sentire l’altra voce , quella maschile che diceva: ma quanto avrebbero da guadagnare gli uomini a riuscire a vivere emozioni e sentimenti e a non reprimerli per mostrarsi duri, forti ed aggressivi quando si sentono feriti.

Ed ecco che l’onda che viene dal passato ed arriva al presente si allarga ed oltre a volere continuare a lambire la coscienza delle donne per non farle desistere dal loro volersi sentire persone, coinvolge anche gli uomini, che con la frase maschile plurale ci dicono che anche loro come noi possono essere persone in crescita ed in ricerca di dialogo e comprensione. È stato un momento quasi irreale, dopo tanti anni in cui al Circolo Musica e Cultura alcune ragazze intraprendevano un percorso di consapevolezza di sé stesse e del proprio essere donne, e dei ragazzi timidamente cominciavano ad intuire che anche loro si dovevano mettere in gioco, si riparla di donne, di uomini, di diritti negati, di violenza, di oppressione, con uno spirito forse nuovo e diverso e con la speranza che quell’onda partita da lontano, potesse arrivare ai più giovani e suscitare in loro quell’entusiasmo e desiderio di un mondo nuovo come è avvenuto in quei lontani anni ’70.

Le allora ragazze del ’76 — Maria Concetta Biundo

Due bambini al casolare Impastato: quando la memoria diventa seme.

Sabato 30 agosto 2025 avrei potuto trascorrerlo al mare, tra una nuotata e un po’ di sole. Invece ho aperto il casolare Impastato , come da...