Peppino veniva
a vedere quello che si faceva a Terrasini nelle rappresentazioni teatrali. Era
un gruppo che faceva anche interventi culturali musicali, dibattiti e qualche
piccolo spettacolo musicale e Peppino frequentava il Gruppo OM di Terrasini. L’avevo
conosciuto come compagno di scuola alla scuola media all’inizio degli anni 60, tutto
quel periodo della scuola media e poi successivamente anche al ginnasio e al
liceo. Nel periodo successivo per qualche anno ci siamo persi di vista. Ci siamo
riavvicinati alla fine del ‘74 perché a Terrasini era c'era un gruppo teatrale
che stava facendo qualcosa.
Alla fine degli anni ‘76 ‘77 abbiamo fatto alcune campagne elettorali
assieme, con Lotta Continua, poi nel ‘77 abbiamo aperto un circolo a Cinisi che è nato,
stranamente, da un fallito concerto che dovevamo fare. Io e altri ragazzi abbiamo
cercato di far nascere un questo circolo, l’abbiamo chiamato circolo "Musica e Cultura" e Peppino è stato uno degli artefici delle attività del circolo che non era solo musicale, tutt’altro, anzi andava molto sul sociale: si
facevano dibattiti, si facevano cineforum, si facevano tante attività anche nel
sociale
Io
l’ho incontrato solamente a qualche assemblea a Palermo presso la facoltà di
architettura, nel ‘76 e nel ‘77 e da ultimo anche nella primavera del ‘78 cioè
poco prima che … assemblee generali
nelle quali si prendeva la parola e …
Avevo
conosciuto Peppino Impastato perché in quel periodo io mi trovavo a Terrasini e
siccome militavo anch'io nella sinistra avevo trovato questo gruppo che si era
già formato a Cinisi precedentemente al mio arrivo
Abbiamo
ripreso i rapporti: c’era un gruppo a Cinisi che si stava organizzando
per fare attività culturale e musicale e quindi ci siamo riavvicinati. I due
gruppi, quello di Terrasini e di Cinisi, si fondono, si mettono insieme, erano
molti di più quelli di Cinisi in quel periodo, di meno quelli di Terrasini, e
nasce l'associazione "Musica e Cultura" nel ‘76. In questo modo l'attività
politica, l’attività culturale e sociale aveva un taglio particolare già fin da quegli anni con "Musica e Cultura" viene fuori una capacità maggiore di
intervenire all’esterno, di portare all'esterno le nostre analisi
Noi eravamo un gruppo di Terrasini e aveva cominciato ad avvicinarsi a loro:
si faceva più che altro inizialmente attività culturale, proiezione di film,
dibattiti e che un po' rispecchiavano i temi di allora. Beh, politica è
un po' troppo, in quel periodo non ricordo proprio che si facesse attività
politica. Beh, singolarmente eravamo più o meno impegnati perchè chi andava a
scuola, io avevo vent'anni, alcune esperienze un po' legate ai cortei giovanili
ed altro. Il nostro gruppo era disomogeneo da morire, anche tra di noi c'erano persone
di diverse età, di diversa maturazione politica, di diversa estrazione sociale
Ciascuno
portava la propria esperienza però quello su cui si convergeva era il fatto che
non ci sentivamo di appartenere a nessuna delle forze politiche rappresentate
istituzionalmente in quel momento; eravamo di sinistra ma non ci sentivamo
rappresentanti né dal PSI né dal PCI, quindi eravamo quelli che in quel periodo
venivano definiti extraparlamentari
Quindi ci
accomunava questo, fondamentalmente questo stare insieme. Peppino aveva una
figura un po’ così da ... aveva carisma, era molto rigoroso
All'inizio
l’attività politica con interventi all'esterno, comincia con con un'analisi
continua e un’osservazione continua di quello che succedeva nel territorio,
perché Cinisi e Terrasini avevano un territorio già abbastanza devastato dalla
speculazione edilizia. C'è un vero e proprio saccheggio: alcune fasce del
territorio che vanno, diceva Peppino, da San Cataldo all'aeroporto e alla torre
dell'Orsa, che sarebbe il confine del territorio di Cinisi lato Carini, quel
territorio è martoriato dalla speculazione edilizia e dal saccheggio, cioè
troppo cemento. Un territorio eccessivamente cementificato e che rischiava di essere
ancor più cementificato
Chiaramente,
una volta che si parlava di speculazione edilizia, la speculazione edilizia era
in mano alla mafia. Il nome
principale che usciva fuori sempre era il nome di Gaetano Badalamenti. Assieme a lui
il nome di Finazzo
Ricordo naturalmente era sempre la mafia era
anche ricordo molto bene con qualche diciamo difficoltà successiva ricordo
molto bene che diciamo ci fosse quasi una distanza indubbiamente Peppino
Impastato aveva una lucidità che noi non avevamo noi non vivevamo quella realtà
e non ci rendevamo conto spesso i suoi interventi in qualche modo erano seppure
bonariamente in conflitto con un atteggiamento allora in quegli ultimi anni
soprattutto nel ‘77 nel ‘78 erano diffusi che erano interpretati temo
giustamente come in fondo un disimpegno Peppino interveniva cercando di
trasmettere quello che lui di cui aveva percezione
era un
continuo tutta la sua attività era una continua denuncia di farti piccole e
grandi
Peppino Impastato faceva delle denunce contro
la mafia di Cinisi contro i traffici della droga e delle armi e faceva pure
campagna di controinformazione contro una sinistra lui chiamava la sinistra di
governo che non faceva niente per impedire queste cose l’oggetto di questa sua
attività diffamatoria era don Tano Badalamenti che chiamava Tano seduto il
sindaco di Cinisi che lui chiamava Geronimo Stefanini e invece si chiama Gero
Di Stefano l’onorevole Pandolfo lui praticamente tutto quello che c’era da
bloccare tutto quello che c’era di illecito da bloccare tentava sempre di farlo
e non con metodi violenti ma con metodi che sono credo la democrazia in un
altro paese europeo
sempre
contro l’uso della violenza sempre contro l’uso delle droghe sempre anche in
maniera molto ironica nei confronti sia della violenza che delle droghe
ironizzava su
fatti della vita politica locale di Cinisi e Terrasini e ironizza anche sulle
persone e quindi anche su Badalamenti
Era un
pacifista insomma lui non era un tipo preferiva usare l’ironia la parola ma non
era un violento
Impastato no Impastato era legato alla
sinistra storica più che altro per cui veniva da una formazione da lontano in
questo senso no no era per la politica normale non era condivideva non era
d’accordo con questi gruppi che provenivano dall’estrema sinistra e avrebbero
preso una strada diversa dal lavoro politico dall’impegno all’interno di un
contesto costituzionale
Peppino non è
mai stato un violento di attentati non si è mai parlato in nessun modo ma
neanche di manifestazioni più violente che non arrivassero a quei limiti perché
Peppino non è mai stata una persona violenta in quel periodo e facendo attività
politica era normale che se ne parlasse però ripeto Peppino non era un violento
e l’ha sempre criticata
No nel modo
più assoluto Peppino era una persona assolutamente incapace di praticare la
violenza o di fare violenza assolutamente commentavamo i fatti di terrorismo
soprattutto in quegli ultimi mesi le occasioni erano tantissime quotidiane
perché eravamo in pieno sequestro Moro e quindi i commenti che facevamo erano
rispetto al terrorismo negativi nel senso che non condividevamo quella quei con
i metodi di lotta quelle scelte estreme e allora per esempio c’era un dibattito
interno anche al quotidiano lotta continua che era un quotidiano che seguivamo
con attenzione e che si poteva sintetizzare con un’espressione particolare
insomma discutibile quanto si vuole ma particolare
Avevamo una
posizione comune e allora eravamo né con lo Stato né con le BR eravamo nelle
posizioni vicine al partito radicale e quelle che poi furono del partito
socialista di Craxi
Più o meno la
posizione che riuscivamo a condividere un po’ di più era questa perché né con
lo Stato intendevamo dire né con quello Stato quel governo quel tipo di sistema
di regime in quegli anni insomma né con le BR
lui
si metteva sopra un palco di fronte al bar dove noi diciamo dove noi
stazionavamo sempre che poi c’era in questo bar c’era di tutto c’erano giovani
di destra giovani di sinistra di fronte al bar c’era un sedile di pietra mi
ricordo che lui legava c’era un palo della luce legava un lenzuolo là con la
scritta organizzava un comizio sempre preventivamente andando in caserma a fare
la relativa richiesta di autorizzazione e lui subito così in quattro e
quattr’otto ti faceva un comizio
Il fatto che si fossero autorizzate le cave in delle zone di
particolare pregio ambientale e il fatto che l’autostrada avesse deturpato
irrimediabilmente dopo la presenza dell’aeroporto nel nostro territorio la
parte rimanente del territorio stesso
in particolare
per esempio negli anni precedenti al ‘78 c'era c'erano stati diversi interventi
di Peppino e del gruppo erano gli anni della costruzione dell' autostrada
Palermo Mazara del Vallo che ha interessato il territorio di Cinisi Terrasini
perché lo attraversa e in un certo senso ha pure devastato quel territorio
perché nel percorso proprio nel tratto fra Cinisi e Terrasini quell’autostrada
fa delle curve che Peppino definiva strane e particolari perché erano curve che
andavano a evitare i terreni di alcune persone diceva lui e casualmente e poi
toccavano i terreni insomma della gente comune parlava sempre di terreni degli
amici degli amici in questo per quanto riguarda questa particolare situazione
della costruzione della dell'autostrada per altre cose era molto più preciso per
esempio quando si riferiva alla costruzione di un approdo turistico da
costruito sul litorale prospiciente l'aeroporto di Punta Raisi
Peppino ha
fatto questo volantino in cui denunciava per esempio la costruzione di una
strada che da noi è una strada nella zona di montagna si chiama purcaria questa
strada parte e fa qualche km e poi muore in una casa in una grossa casa
questa casa è di un certo Palazzolo che …
compagni,
lavoratori, cittadini
all'indomani
dell'approvazione del bilancio comunale, con il voto favorevole di pci, psi,
pli, msi e indipendente di
sinistra, che consente alle minchie pallide democristiane di amministrare
ancora per molte lune la cosa
pubblica, la commissione edilizia ha dato parere quasi favorevole ad un
progetto per la costruzione di un
palazzo a 5 piani, presentato dal famigerato Finazzo, "strascina
quacina" di Gaetano Badalamenti,
viso pallido esperto in lupara e traffico d'eroina.
a
quanto pare c'è anche il parere del sindaco Bartolotta, uomo bianco dai grossi
attributi virili, e dell'ente
aeroportuale. infatti il lavoro di scavo per la posa delle fondamenta è già
iniziato e chiunque può vederlo,
(in zona mulino).
questa
ennesima provocazione, che trova il suo principale punto di appoggio in alcuni banditi presenti all'interno della
commissione stessa, necessita di una risposta immediata e ci chiama ad un doveroso compito di chiarificazione. …
… poi di altre
denunce c'è sempre del Finazzo il palazzo a 5 piani un palazzo che poi da
queste denunce che sono state fatte è stato bloccato dalla magistratura credo
“il progetto è stato bloccato
solo ed esclusivamente per merito della controinformazione e dell’opera di denuncia della sinistra rivoluzionaria”
… poi c'è il
la denuncia della dello Z10 o PA2 è un porticciolo vicino Punta Raisi nella
zona di Punta Raisi che non si non si è mai capito a cosa potesse servire
questo porticciolo costruito in in quel posto e uno dei finanziatori un certo
Lipari anche questo accusato di mafia negli anni a venire
Oltre i comizi
c’era qualcos’altro la politica di Peppino era multiforme un volantino diffuso
nell’aprile del ‘77 un volantino a firma lotta continua in cui Peppino parlando anche descrivendo quello che
era il quadro politico amministrativo che reggeva Cinisi in quegli anni faceva
capire chiaramente quali rapporti di connivenza ci fossero fra la cosca mafiosa
e questi amministratori richiamava in maniera dura e aspra i due partiti della
sinistra storica alle loro responsabilità perché avevano in Giunta e in
consiglio comunale approvato progetti perlomeno discutibili se non proprio
invece da bocciare e Peppino fa anche il nome anche in questo volantino di Gaetano
Badalamenti di Giuseppe Finazzo e del Palazzolo
Chiediamo
poi al PCI e al PSI che rendano
pubblicamente conto del loro comportamento politico tenuto negli ultimi anni. E precisamente:
1)
Del loro voto favorevole rispetto al
finanziamento di 11 milioni, relativo alla strada Siino-Orsa (delibera n. 65
del maggio ’76), soldi finiti nelle tasche dello stesso Finazzo; (parrineddu);
2)
Della costruzione della strada “purcarìa”
quando i loro rappresentanti in consiglio comunale facevano parte della giunta
e ricoprivano gli incarichi rispettivamente di vicesindaco e assessore ai
lavori pubblici;
3)
Del loro silenzio cimiteriale rispetto
all’opera di saccheggio pianificato del territorio, sia all’interno della
giunta che a livello di consiglio comunale;
4)
Del loro voto favorevole, infine, sul
bilancio di quest’anno, che rappresenta una cambiale firmata in bianco ad un
manipolo di cialtroni e di lazzaroni incalliti.
“… mentre l’ultimo tratto circa
150 meri di strada è costato qualcosa come 11 milioni quel rifinanziamento è stato votato da
tutti i partiti che componevano allora la maggioranza amministrativa compreso il partito comunista italiano
e che allora aveva il vice-sindaco e compreso il artito socialista italiano che allora aveva l’assessorato
ai lavori pubblici in carico e che veniva ricoperto
da Salvatore Zangara posso citare anche il numero della delibera …”
Di
fronte ad una simile situazione, noi diffidiamo questi partiti cosiddetti di
sinistra e per l’ultima volta
li richiamiamo alle loro responsabilità politiche e sociali: o con la mafia e
la Dc, o contro la mafia e la
dc. Abbiamo comunque materiali sufficienti per un vostro definitivo
sputtanamento.
Marzo
1977
Firmato
Lotta continua
il nome di
Badalamenti lo faceva dalla mattina alla sera
rivestiva
secondo Peppino il ruolo di capo mafia capo cosca e quindi responsabile di
tutta l’attività della famiglia mafiosa
gli aveva
attribuito il ruolo di capo mafia di Cinisi Peppino sosteneva che
l’organizzatore che alle spalle di tutto quello che succedeva nel territorio di
Cinisi ci fosse Gaetano Badalamenti
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