Ci furono
delle telefonate improvvise perché il tempo di arrivare a casa ricordo che mio
padre stava uscendo di casa e io gli dissi che c'era c'era la possibilità che a
Peppino fosse successo qualcosa lui naturalmente contestava questa mia e mi
rispose pure che era ora o qualcosa del genere mi ricordo che ripartì con altri
ragazzi alla stazione e li vidi questi carabinieri sopra il tetto sul balcone
Insomma dappertutto
In quel
periodo andavo all'università e la mattina prendevo un treno che era circa alle
7 di mattina quindi io come ogni mattina
sono andata alla stazione per prendere il treno arrivata alla stazione ho visto
che c'era polizia dappertutto nella casa di fronte alla stazione Insomma e si
diceva il treno non c'era non passava perché si diceva che qualcuno aveva fatto
saltare in aria il binario che c'era stato un attentato io non pensavo che
poteva succedere qualcosa del genere che potevano pensare di ammazzare a
Peppino insomma non ci pensavo proprio poi mi sono allontanata e stavo andando
verso mi ricordo che insomma mi sono un po’ allontanata dalla stazione e ho
incontrato dei ragazzi dei nostri amici e gli ho detto che alla stazione si
diceva che avevano fatto saltare un treno Insomma non si capiva bene cos'era
successo e loro mi hanno detto allora hanno fatto saltare a Peppino Impastato
Noi
fino alle 4 o 4:30 eravamo in giro a cercare Peppino alle 7 mi ha chiamato mio
fratello e mi ha detto che hanno trovato Peppino gli ho detto dove hanno trovato
e lui si è diciamo avuto gli occhi molto lucidi e ho capito che Peppino lo
avevano ammazzato
La
mattina mio padre mi ha svegliato dicendo è saltato in aria
Il
9 mattina all’alba vengo svegliata e ricevo una telefonata e stanno venendo a
pendermi per andare a Cinisi
Poche ore dopo
che ero rincasato tardi dopo le 3 - 3:30 insomma è venuto Faro di Maggio a casa
mia a dirmi che era stava andando a lavorare stava passando dalla stazione e
alla stazione e alla stazione alcuni compagni gli avevano detto che era saltato
Peppino in aria lo avevano fatto saltare
in aria su un tratto della ferrovia poco dopo Cinisi in direzione
Palermo insomma con Faro ed altri che abbiamo incontrato subito dopo siamo
andati sul posto abbiamo tentato abbiamo fatto il tentativo di avvicinarci ai
binari ma ce lo hanno impedito le forze dell'ordine presenti sul posto e un
ufficiale che ordinò a qualcuno degli agenti là presenti di non farci
avvicinare assolutamente sui binari siamo stati tenuti a distanza rispetto ai
binari almeno a 50 metri di distanza mentre tante persone passeggiano sui
binari in quel momento
Io vedevo dei
Carabinieri abbassati altri che cercavano ma eravamo abbastanza lontano
Ho preso la
macchina e sono andato a Cinisi siamo passati dalla casa di Peppino a Cinisi siamo
andati a casa di Bendetto Cavataio intanto mi sono incontrato con Fanny
Iacopelli e Graziella e Graziella
Iacopelli credo pure ci fosse Fanny Vitale e siamo scesi giù verso la zona dove
era avvenuto il questo assassinio
Mi ricordo di
essere andata sul posto insieme ad altri mi ricordo di essere stata male mi è
venuta una specie di crisi di nervi e sono rimasta vicino alla macchina non mi
sono allontanata sono venuti dei carabinieri e hanno preso i nominativi infatti
forse Carlo gli ha dato il mio nominativo perché io non riuscivo a parlare e
poi ci hanno detto di presentarci in caserma
Arriviamo alla
ferrovia su questo arrivo alla ferrovia ho delle ho dei ricordi molto confusi
perché stiamo pochissimo tempo il posto è già pieno di gente che gira più o
meno indisturbata però gli unici che non vengono fatti avvicinare siamo noi
compagni e non solo non veniamo fatti avvicinare ma veniamo invitati a
presentarci alla caserma dei carabinieri accusati di essere dei terroristi nessuna capacità di capire di pensare di
collegare le idee ho solamente dei delle immagini dei flash molto vaghi io
ricordo il professore Ideale Del Carpio che era all'ora il medico legale che
venne sul posto ricordo il casolare dove furono trovate le tracce di sangue
ricordo confusione ricordi i carabinieri ma non ho immagini precise ricordo di
avere visto all'esterno del casolare delle pietre macchiate di sangue io ho
l'immagine di una busta di plastica tenuta in mano da qualcuno che non so chi
sia dove qualcun altro di noi raccoglieva dei frammenti
Traumatizzati
credo assolutamente in stato di confusione di di percezione di di una realtà
che non riuscivamo manco ad a immaginare che potesse che potesse avvenire una
roba del genere non riuscivo a convincermi di quello che stava succedendo di
quello che era successo quando appunto si diceva Peppino è saltato in aria
Peppino è saltato in aria qualcosa che stava fuori dalla da ogni mia
immaginazione per cui è come se non mi rendessi conto di quello che era
successo
Ho
incontrato i nostri amici e sono andato nel posto dove era successo il fatto e
lì poi c’erano i carabinieri e mi avevano detto di venire in caserma e sono
andato in caserma poi è iniziata la perquisizione e dopo c’è stato
l’interrogatorio
Bussano i
carabinieri e mi fanno la perquisizione in casa nostra mia madre ha assistito
in uno stato d’animo veramente terribile e durante la perquisizione chiaramente
non è che i carabinieri si siano comportati in maniera siano stati generosi o
gentili perché non facevano altro che dire a mia mamma che stavano indagando in
direzione del terrorismo mia madre già
sospettava qualcosa molti non avevano il coraggio di dirglielo gli è stato
comunicato da Felicia da la futura mia moglie
Uscendo ho
visto la macchina di Benedetto fuori con altri due compagni e mi sono
precipitato ad andare a trovarlo e siamo andati subito sul luogo che ci avevano
indicato e che non sapevamo qual era il luogo quando siamo arrivati là abbiamo
avuto la triste verità oltre alla morte di Peppino in quel modo così orribile i
carabinieri ci hanno fermato e hanno voluto i nostri nominativi al che abbiamo
detto ma come fateci entrare no voi non potete entrare ma voi noi chi siamo
perchè non possiamo entrare voi non potete entrare i nominativi hanno voluto i
nominativi e ci hanno convocato subito in caserma ho avuto
fatto la perquisizione a casa mia hanno trovato una stella a cinque punte che
era stampata sul Panorama e come se avessero trovato non so che cosa poi una paletta
che io ho usato in quinta elementare quando allora si facevano i saggi
elementari ed era una palettina di 10 cm di diametro una cosa di legno per
giocare e se la sono portati via poi hanno trovato un altro opuscolo dove c'era
c'è scritto nucleare e allora nuclear armati associazione di idee e hanno
portato via pre quelle cose solo che hanno messo sottosopra la mia casa e
questa però non è stata la prima e ultima perquisizione ho subìto un'altra
perquisizione umiliante per i miei genitori perché mio padre è molto malato e
credo che sia nell’86 quando hanno ammazzato a Giuseppe Finazzo sono venuti a
fare la perquisizione a casa mia come se io avessi a che fare con omicidi di
mafia mio padre era molto malato loro non hanno tenuto conto di niente hanno alzato
financo il ma materasso dove erano caricati mio padre e mia madre per cercare
non so che cosa io ho insistito dicendo che loro dovevano redigere un verbale e
darmelo anche per la legge reale loro non mi hanno dato niente se ne sono
andati tranquillamente
Mi
portano direttamente incaserma dove dalle 7 di mattina dalle 8 di mattina sono
rimasto fino alle due e mezzo per un lunghissimo interrogatorio finalizzato sempre a
considerarci un po’ dei terroristi cioè le brigate rosse perché poi quel giorno
poi mentre ero in caserma arriva la notizia del ritrovamento del cadavere
dell’onorevole Moro in via Caetani le provocazioni da parte dei carabinieri le
intimidazioni eravamo quasi alle minacce
quando noi parlavamo di Badalamenti o facevamo alcuni nomi e poi non a caso
tutto viene spostato in direzione dell’attentato terroristico è chiaro che
bisognava portare avanti quella tesi noi che cercavamo di dire le cose come
stavano di fare le nostre denunce praticamente eravamo quasi intimiditi perché
non potevamo fare certi nomi c’è lo dicevano loro se non avevamo le prove per
fare quei nomi compreso quello di Tano Badalamenti qualche anno dopo scatta la
guerra di mafia viene ucciso percialino che sarebbe Finazzo che Peppino lo
attaccava continuamente nei suoi comizi nei volantini cioè questo Finazzo era
un gregario di Tano Badalamenti ecco dopo l’uccisione di questo Finazzo vengono a fare la perquisizione a casa mia
cioè addirittura continuavano ancora ostinatamente a portare avanti la tesi
dell’attentato terroristico come se noi eravamo i terroristi
I carabinieri
hanno fatto la perquisizione a casa mia hanno cercato dove dormivo io cercavano
tutto ciò che c’era di scritto e hanno preso pure gli stati di famiglia che
avevamo fatto quando abbiamo costituito il circolo musica e cultura e tutto
quello che poteva servire per costruire aggeggi ordigni mi hanno preso un
giravite un saldatore un morsetto del filo e altro materiale
Quando
quel giorno quella mattina mi hanno interrogato non so se sia il 9 o il 10 di
maggio perché eravamo in tanti ad essere ascoltati quindi probabilmente non
sarà stata la stessa mattina magari l’indomani comunque un carabiniere che mi
ha interrogato mi ha letteralmente aggredito dicendo che io dovevo dire per
forza ma ripetutamente che io dovevo dire per forza chi eravamo assieme a Peppino
a compiere l'attentato al che gli dicevo ma guardi che noi non c’eravamo con
Peppino quando io insistevo dicendo che
Peppino non aveva fatto l'attentato e che Peppino l’avevano ammazzato ha dato
una forte manata sul tavolo e io mi sono spaventato e mi ha detto allora mi
faccia con i nomi e cognomi di chi ha ammazzato Peppino l’ho guardato e gli ho
detto io devo fare il nome di chi lo ha ammazzato ma Peppino ha fatto denunce
ha fatto i volantini ha fatto i comizi quella sera ci muovevamo come automi sinceramente io
non mi sono sentito completamente di andare a fare una deposizione del genere
per come stavano andando le indagini per come ci avevano trattato io non mi sono sentito completamente
di essere tutelato in quel momento e non ho voluto parlare successivamente dopo
credo 5 o 6 mesi quando il caso l’ha avuto in mano il dottore Chinnici di cui
avevo molta stima allora ho riferito tutto
Visto come
siamo stati trattati la mattina del 9 maggio nelle vicinanze del binario dai
carabinieri io e i compagni non avevamo più fiducia in quel momento nell'arma
dei Carabinieri non ci fidavamo non ci siamo fidati
La mattina del
9 maggio si diceva in giro che Peppino avesse fatto l’attentato e che fosse
saltato in aria cosa che io non ho creduto ho preso la mia macchina fotografica
e sono andato a fare queste foto per cercare di vedere e di capire se c'era da documentare
qualcosa che fosse utile in un secondo momento quando sono arrivato io c’era ancora
diversa gente c’erano operai che lavoravano che riparavano dei fili e niente
gente che andava girando un reporter del tg3 ed uno del tgs tra l’altro mi pare
di ricordare anche Libonio che lì si vede in una foto che recupera uno dei
resti di Peppino il 10, l’11, il 12 siamo andati diverse volte a cercare qualcosa che
contrastasse l’idea corrente in giro del Peppino terrorista o suicida
Nei giorni
successivi non credo l’indomani perché l’indomani era il giorno dei funerali
quindi la mattina abbiamo preparato gli striscioni i pannelli per i funerali il
pomeriggio ci sono stati i funerali credo l’11 mattina e l’11 pomeriggio e
anche il 12 per un paio di giorni io ma con tanti compagni siamo stati sul
posto
Non potevamo
accettare che Peppino passasse per terrorista e così tornammo al casolare a
cercare di individuare qualsiasi elemento utile
Si
si ci simo tornati diverse volte siamo tornati ed abbiamo fatto un minimo di
indagine di controinchiesta insomma di cercare elementi su che potessero
aiutare le indagini
Abbiamo recuperato un bel po' di frammenti del
corpo di Peppino personalmente no perché mi sono soffermato più sul casolare e
forse perché in quel momento non me la sentivo ma c’erano compagni che hanno
avuto la forza di farlo e lo hanno fatto noi siamo stati là almeno due tre volte
Siamo
andati lì a verificare che cosa potesse essere
successo c’era un casolare e dentro c’era una panca fatta di pietra e
sulle pietre abbiamo notato delle tracce di sangue e poi anche all’esterno
c’era un sacchetto di iuta
Allora sono
andato a prendere di nuovo la mia macchina fotografica sono risceso assieme a
loro e sono le foto delle macchie di sangue sulla cosiddetta ricchiena e con lo
scolo che si vede e queste tracce di lato delle macchie di sangue a terra sul
selciato della dell'abitazione nello stesso luogo sono state rinvenute una
stoffa a fiori e una tela di sacco che è sempre lì fotografata con delle cose
appiccicate color una gelatina color piombo e poi nei giorni successivi anche
altri pezzi sparsi in giro qualcosa pelosa che poteva essere la calotta cranica
non so altri pezzi che è difficile dire che parte del corpo fossero ricordo che
le budella sono rimaste appese sui fili per alcuni giorni
Raccogliemmo i
frammenti del corpo di Peppino e dentro il casolare notammo delle macchie di
sangue e così noi prelevammo una pietra macchiata di sangue e assieme agli
altri resti dato che nel frattempo si era fatto tardi li conservammo per una
notte in una mia casa di campagna l’indomani furono dati ad uno studente della
facoltà di medicina che consegnò i resti di Peppino e la pietra macchiata di
sangue al professore Del Carpio dell’Istituto di Medicina Legale di Palermo nel frattempo nella notte qualcuno aveva scassato la porta della mia
casa in campagna e aveva messo tutto sottosopra
lettura
condanna Badalamenti