
Ci
siamo incontrati al bar poi siamo andati alla caserma lui ha parlato con il
maresciallo perché doveva fissare un comizio è mancato una mezz’oretta poi è
venuto mi ha detto che il maresciallo gli aveva fatto gli auguri perché ormai
era sicuro che sarebbe stato eletto
La
sera prima di essere ammazzato eravamo a radio aut eravamo seduti alla radio e
stavamo sentendo la trasmissione che c’era sull’altra radio che avevano fatto
un’intervista a lui eravamo messi che parlavamo sentivamo la trasmissione poi
ad un tratto Peppino aveva detto che avevano cancellato la parola mafia che lui
aveva detto
Il
pomeriggio ero lì a radio aut perché Peppino aveva fatto questa intervista ad
una radio di Terrasini e stavamo riascoltandola registrazione
Mi ricordo che
il pomeriggio sono andata alla radio lui era lì seduto nella poltrona e mi
ricordo che Peppino era un poco seccato lui insomma era turbato era un po'
incazzato perché gli avevano censurato la parola mafia poi io sono andata a
casa e poi la sera io non sono più andata alla radio perché i miei non mi hanno
fatto uscire e non sono più uscita perché ma in quel periodo in famiglia
l’atmosfera era un poco un po’ calda diciamo i miei la sera facevano un po' di
difficoltà a farmi uscire perché vabbè sì anche noi io come collettivo
femminista avevo fatto già un comizio pochi giorni prima e i miei l'avevano presa
male insomma e quindi quella sera ho ritenuto vabbè tanto alla fine ci sono
loro a discutere poi ci vediamo domani
Lo vidi la
sera dell’8 o poco prima o attorno alle 8 di sera praticamente avevamo passato
una parte del pomeriggio ad ascoltare una trasmissione messa in onda da una
radio di Terrasini radio Terrasini centrale avevano fatto un'intervista a
Peppino quale candidato nella competizione elettorale in corso a Cinisi quale
candidato di democrazia proletaria e in quella trasmissione Peppino in alcuni
passi cita dice la parola mafia una volta riferita alla DC la DC è uguale alla
mafia o qualcosa del genere e la parola mafia viene coperta immediatamente da
un suono quindi viene diciamo quello che abbiamo pensato in quel momento
Peppino viene censurato in quella intervista tutte le volte che vuole
pronunziare la parola mafia abbiamo commentato quell’intervista Peppino aveva
dato già l'appuntamento per le 21 avremmo dovuto mettere a punto le ultime iniziative
per la campagna elettorale che si sarebbe chiusa Il venerdì successivo e
avremmo dovuto quindi preparare una scaletta per i contenuti di questo ultimo
comizio cosa che si faceva collettivamente e avremmo dovuto discutere anche
Di
riproporre di nuovo quella mostra che abbiamo fatto il 7 lui aveva intenzione
di riproporre quella mostra sul territorio e poi mentre eravamo lì già quasi
alzati che c’è ne stavamo andando per fissare l’appuntamento per le 9 dovevamo
andare a cena arrivò Giovanni Riccobono e lui stava davanti le scale a parlare
con alcuni compagni e appena Peppino è sceso è andato mi sono avvicinato ed era
preoccupato perché ci parlava di qualcosa di butto
Peppino stava
uscendo dalla radio e stava andando via e mi hanno riferito che quella sera ci
sarebbe stata un’altra riunione e quindi proprio per questo Peppino stava
andando via un po’ prima quindi vidi Pepino andare via con la sua 850
Lavoravo
a Palermo un negozio di tessuti all'ingrosso da Amenta Giuseppe mio cugino e
nel pomeriggio ero a Palermo mio cugino mi ha chiamato in disparte e mi ha
chiesto di non andare in paese quella sera dice ma tu non andare in paese
perché può succedere qualcosa di grosso e io chiedo ma che cosa succederà che
cosa dice non lo so succederà qualcosa di grosso io no te lo so dire me l'ha
detto mio fratello io dopo una mezz'oretta ho preso la macchina e sono tornato
in paese sono arrivato verso le 8 meno 10 a radio aut e questa è l'ultima volta
che vedo che Peppino io questa notizia
l'ho riferita a due compagni che erano in balcone io ne ho parlato con Giosuè
Maniaci e con Guido Orlando i quali mi hanno detto senti noi alle 9 dobbiamo
rivederci qua perché abbiamo un appuntamento per stilare un programma sulla
campagna elettorale al che ho soprasseduto ho detto ci vediamo alle 9 e ne
parliamo con Peppino
Successe che
Peppino andò via
Dopo il ritorno da Napoli dopo diciamo essermi
riposato a casa io sono sceso alla radio avevo proprio quel desiderio di
raccontare a tutti in particolare a Peppino quello che era successo e quello
che avevamo fatto anche come radio aut anche in quella lì occasione sono
arrivato alla radio e Peppino non c’era
Lui era uscito
dalla radio dicendo che andava dai suoi perché erano arrivati anche tra l’altro
dei parenti suoi dall'America il tempo di salutarli mangiare qualcosa e sarebbe
tornato immediatamente alla radio a Terrasini
Quando ci
siamo rivisti alle 21 alla radio chi un po’ prima chi un po’ dopo insomma qualcosa
già non andava Peppino non era arrivato passavano i minuti e c'era già una
certa apprensione perché alla radio erano presenti quando sono arrivato io alla
radio c'era Giovanni Riccobono Guido Orlando e Giosuè Maniaci io ho saputo in
quel momento che Giovanni era venuto da Palermo poco prima delle 8 e che un
cugino del Riccobono tale Amenta gli aveva detto di non avvicinare a Cinisi in
quei giorni di non mettere piede a Cinisi in quei giorni o qualcosa del genere
perché sarebbe successo qualcosa di grosso
E là erano già
le 9,30 circa e c’erano alcuni mi ricordo c’era Giovanni c’era Faro c’era
Benedetto Cavataio e insomma ed altri e Peppino non si presentava e Giovanni ci
stava raccontando giusto questo e cominciava ad esserci un po’ di
preoccupazione perché tra l’altro Giovanni nonostante fosse arrivato e aveva
visto anche lui che Peppino stava andando via non ha avuto il tempo di parlare
di questa cosa prima e quindi si era riservato di farlo subito dopo quando ci
ci c’era l’incontro programmato è chiaro che abbiamo avuto tutti una strana
percezione perchè in quei giorni già c’era stato come dire una tensione strana
una preoccupazione probabilmente l’eccitazione per il fatto che si era in
campagna elettorale e si era eravamo tutti concitati di questa cosa eravamo
tutti presi da questa cosa
C con
questa notizia è scattato questa paura che a lui gli succedesse qualche cosa e
quando siamo tornati alle 9 già ci siamo visti Peppino non c’era la prima cosa
che abbiamo fatto andiamo a vedere se era arrivato a casa perché Peppino alle 9
che non c’era con la notizia noi in quell’ambiente a Cinisi nel 1978 con quella
atmosfera noi eravamo preoccupati per lui non per noi
Quindi sé
creata una certa apprensione una certa preoccupazione perché Peppino era una persona
estremamente puntuale cioè veniva sempre in anticipo rispetto agli orari di
appuntamento quindi quando poco dopo le 9 non l'abbiamo visto e dopo aver
sentito quello che Riccobono ci ha riferito abbiamo cominciato a preoccuparci
Questa
situazione un po’ di nervosismo di apprensione eccetera che in quei giorni
aleggiava in tutti noi quella sera si cominciò a presentare molto più e in
maniera più evidente e già erano le nove e mezza dieci cominciammo veramente a
preoccuparci perché Peppino non veniva insomma
C’era
un’aria pesante perché generalmente l’Impastato era molto puntuale quindi
difficilmente avrebbe perso una riunione anzi era il primo quindi questo ci
preoccupò
Peppino
era una persona molto puntuale soprattutto per queste cose a cui Lui teneva e
il periodo che era in quel periodo Peppino era una persona caricatissima era
felice perché forse sarebbe andato nel palazzo dove lui poteva mettere fuori
tutti gli imbrogli che potevano esserci quindi diciamo che in quell'occasione
non avrebbe neanche ritardato 10 di minuti
Contrariamente
ad altri periodi che era stato magari più cupo più intristito quello era un
buon periodo per lui era abbastanza allegro era in forma era non era
preoccupato completamente
E
cominciammo a ragionare anche se non era facile ragionare in quel momento ma
sicuramente e cominciammo a organizzarci per capire dove fosse andato a finire
Peppino
Temevamo che
fosse successo qualcosa a Peppino tenevamo che fosse stato che fosse caduto in
un tranello in un agguato che l'avessero preso perché Peppino era stato fatto
oggetto di minacce precedentemente Peppino parlava anche di queste minacce a
volte a volte no a volte meno e quando non la faceva lo faceva solo per non per
non spaventarci insomma oppure per non esporci perché lui sapeva di essere
molto esposto
Peppino
frequentemente era abbastanza preoccupato fra l'altro alla radio avevamo fatto
mettere un campanello e andavamo ad aprire solo dopo che controllavamo dal
balcone
C’era
preoccupazione anche perché qualche giorno prima era successa questa cosa era
successo questo episodio strano Peppino aveva ad un certo punto la macchina
posteggiata alla stazione dove viveva sua zia era stato aggiunto dello zucchero
nel carburante nella benzina nella tanca della sua 850
E
fuse il motore e per il resto del
discorso delle minacce di Peppino comunque è lungo io ricordo che intorno
al ‘73 mi fece vedere delle lettere di minaccia di morte a proposito di
soprattutto di una lotta che Peppino stava conducendo in favore degli edili di
Cinisi
Peppino in
quegli ultimi mesi in quelle ultime settimane era invece tutt'altro che
abbattuto era lo vedevo molto carico molto caricato molto motivato con molta
voglia di fare e il fatto che avesse deciso di candidarsi già prometteva una
maggiore disponibilità a tanti altri impegni successivi e lui di tempo non era
uno che ne avesse tanto perché già erano tanti gli impegni e le ore che
dedicava alla radio però lo vedevo proprio determinato a ad accettare quella
competizione elettorale che lo avrebbe sicuramente visto fra i consiglieri
eletti
Quando
abbiamo visto verso le nove e un quarto e 20 che lui non veniva io con
Benedetto Cavataio e credo Giosuè Maniaci con la 500 di Benedetto
Ci siamo messi a cercarlo per le strade che pensavamo Peppino
avesse dovuto percorrere per tornare a casa per ritornare alla radio e
quant’altro
Siamo
andati in paese io sono sceso a casa di Peppino ho bussato ma quando mi ha
aperto Felicetta la cognata di Peppino poi è venuto anche Giovanni io ho
chiesto di Peppino mi hanno detto no non si è visto
La sera dell’8
– 9 maggio noi avevamo degli ospiti venuti dagli Stati Uniti delle cugine e in
pratica eravamo a cena aspettavamo Peppino Peppino che ritardava abbiamo
iniziato a cenare arriva Giovanni Riccobono lui non mi ha fatto preoccupare mi
ha detto no no sicuramente sarà in qualche posto però noi aspettavamo lui noi
con i nostri cugini abbiamo continuato la cena io onestamente devo dire che ero
tranquillo pensavo che la situazione fosse sotto controllo non ero molto
preoccupato abbiamo continuato la cena abbiamo continuato tutto ci siamo addirittura
fatti anche una passeggiata fuori con i cugini poi siamo rientrati
Alcuni sono
andati a Cinisi a vedere se fosse dal fratello o dalla zia che abitava alla
stazione altri da qualche conoscente altri hanno fatto un giro in paese a
Cinisi alla radio restiamo in due persone io e Guido Orlando perché qualcuno
doveva restare alla radio però i compagni che erano usciti con diverse auto per
fare quel quelle ricerche insomma avevano detto che sarebbero tornati comunque
per farci sapere qualcosa noi siamo rimasti alla radio per un po' dopodiché io
e Guido Orlando abbiamo pensato di uscire dalla radio e metterci in macchina a
una certa distanza dalla radio per vedere se c'erano dei movimenti strani nelle
vicinanze della radio pensavamo che qualcuno siccome già avevamo il
presentimento che qualcosa di irreparabile fosse successo a Peppino che
qualcuno potesse progettare chissà quale altra azione ai danni della radio saremo
stati fuori io e l'altro compagno un'oretta poi sono tornati i primi da Cinisi
ci hanno detto che non trovavano Peppino che di Peppino non si sapeva nulla non
era dalla zia non era in casa dalla madre il fratello non l’aveva visto non era
da qualche conoscente come qualcuno di noi aveva pensato e non era stato al bar
perché c’era stato un altro compagno Vito Lo Duca in quella fascia oraria in
quel bar e non l’aveva visto
C’era
un’aria quella sera c’era un’aria pesante brutta perché c’era la paura negli
occhi
Io l'otto
maggio non sono stato alla radio. L'ultima volta che ho visto Peppino è stato
verso mezzogiorno si commentava il comizio che aveva fatto il giorno prima
domenica. Passeggiavo a piedi nel corso, assieme a Matteo, e ho incontrato
Benedetto e Giosuè che mi hanno chiesto se avevo visto Peppino ho risposto di
no non l'ho visto dopo che mi hanno informato che cercavano Peppino, sono
andato a prendere la macchina e sempre con Matteo ho continuato a passeggiare
nel corso più tardi ho incontrato Carlo che mi ha chiesto se avevo visto
Peppino, erano ormai verso le ventidue e trenta, gli ho risposto che forse era
andato in qualche pizzeria pensando che c'era Pino un compagno di Milano
"saranno assieme" loro sono andati a cercare io ho continuato a
passeggiare sempre con la macchina ad un certo punto mi sono accorto che una
macchina mi stava dietro con una certa frequenza mi accorgevo di più perchè aveva
un faro diverso dall'altro un po' allarmato da quello che mi aveva detto Carlo
mi sono messo in guardia questa macchina mi ha seguito a lungo, su e giù per il
corso, le case popolari, la piazza....
Ci siamo
divisi in diverse macchine e abbiamo cominciato le ricerche in tutta la fascia
che da Terrasini porta verso Cinisi e poi verso verso l'aeroporto con Faro di
Maggio credo ci fosse anche Guido Orlando forse anche Benetto Cavataio comunque
io ero con Faro di Maggio noi abbiamo pensato siccome gli altri sarebbero
ripassati da Cinisi per vedere di incontrare qualche compagno nella speranza
che qualcuno avesse comunque visto Peppino o la macchina di Peppino che era
inconfondibile e noi abbiamo deciso di fare la parte bassa tra Cinisi a
Terrasini e poi oltre
Per
un altro poco abbiamo fatto una sorta di gruppetti a tre a tre Ci siamo messi
nelle macchine in 3 macchine e abbiamo un po' girato soprattutto nei posti dove
Peppino che so qualche compagno che
magari non si vedeva da tanto tempo che so un certo Biundo che veniva da Milano
o un'altra ancora dove lui di solito così andava a passare qualche pomeriggio
qualche sera un certo Nino Lupo cioè erano dei tentativi che abbiamo fatto e quindi
verso le 11 quando abbiamo visto che ormai non lo trovavamo abbiamo pensato
bene di setacciare tutte le stradine tutti i vicoli che dal paese portano verso
Punta Raisi
E io presi la mia
macchina la 127 e li seguì per un poco abbiamo fatto credo il tragitto che
faceva di solito Peppino che era quello che passava dal lungomare di Cinisi e
risaliva verso il corso di Cinisi e anche la non abbiamo visto niente di strano
ed abbiamo pensato di dividerci ognuno faceva un percorso diverso insomma io ad
un certo punto credo rimasi solo in macchina e ogni tanto avevamo dei punti di
riferimento dove incontrarci per vedere se c’erano delle novità e mi ricordo
che io feci tutto il giro del lungomare della spiaggia magaggiari e mi feci
tutta la strada che costeggiava le piste dell’aeroporto
Abbiamo fatto
tutte le trazzere a scendere e a salire lato monte quindi lato mare che poi
sono chiuse dalla recinsione della pista le abbiamo fatte tutte e abbiamo fatto
poi le trazzere solo a destra perché la pista e la recinsione è molto vicina
alla strada quindi solo trazzere lato monte mi pare che ce ne siano tre molto
brevi chiuse perché subito dopo un po' più sopra c'è la ferrovia in queste non
siamo entrate perché intanto erano strette e quindi si vedeva si intravedeva la
fine della trazzera perché erano corte e non si vedeva puntando i fari in
avanti non riuscivamo a vedere niente se avessimo visto un’auto una macchina la
macchina di Peppino saremmo anche entrati ma non vedendo niente siccome
pensavamo di avere difficoltà di manovra arrivando in fondo siamo tornati
subito indietro e proseguivamo a fare ricerche nelle trazzere più avanti
In macchina eravamo con la renault 5 di Faro
Di Maggio color aragosta Faro era alla guida io a destra nel sedile davanti e
dietro c’erano anche Andrea Bartolotta e Faro Sclafani. A noi toccò di cercare
nelle strade che andavano dalla radio verso Cinisi nelle strade che costeggiano
l’aeroporto
Una
stradina piccolissima strettissima e molto buia abbiamo fatto un cento metri
con le luci essendo di notte con le luci abbiamo messo le luci lunghe e non si
vedeva niente non si vedeva né il casolare né che ci fosse uno spiazzo
completamente quindi abbiamo fatto marcia indietro e abbiamo continuato a
cercare nelle altre strade
Tra l’altro io personalmente arrivai quasi
vicino al posto poi dove fu
Quella sera se avessimo deciso di continuare
per altri 20 metri in quella stradella forse sarebbero cambiate le sorti di
quella storia che ci riguarda che riguarda Peppino chissà se Peppino sarebbe
ancora vivo o se a saltare in aria con l’esplosivo ci sarebbero stati anche
altri compagni
Anch'io ho
fatto un po' di ricerche con Matteo dopo aver fatto benzina mi sono messo a
girare fino alle due di notte fuori del paese abbiamo fatto la strada delle
scuole, quella del campo sportivo ... non ho visto nulla di particolare mi
convincevo sempre di più che non era successo niente una voglia che avevo di
convìncermi
Poi siamo
tornati a Cinisi abbiamo incontrato gli altri con le altre macchine tutti
dicevano che non non c'era traccia né di Peppino nè della macchina in nessun
posto abbiamo pure sul corso incontrato alcuni compagni del PCI abbiamo chiesto
a loro ma di Peppino non sapevano niente quella sera e anche loro appena
abbiamo detto che Peppino non era venuto l'appuntamento delle 21 per una
riunione alla radio loro hanno pensato le stesse cose che abbiamo pensato noi