Concerto e fondazione circolo "Muscia e Cultura"
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| Concerto musicale, origine del circolo "Musica e Cultura" |
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| Concerto musicale, origine del circolo "Musica e Cultura" |
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| Franco Scaldati e Gaspare Cucinella ne "Il Pozzo dei Pazzi"" |
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Sono passati tanti anni da quando un gruppo di ragazzi e ragazze, diverso per formazione, cultura, impegno, età, desideri e aspirazioni, diede vita al circolo “Musica e Cultura” in una Cinisi che, in quegli anni, portava tutto il peso della presenza mafiosa ai vertici della cupola, con la figura di Gaetano Badalamenti tra i protagonisti di Cosa Nostra.
In mezzo a quei giovani ribelli c’era Giuseppe “Peppino” Impastato, che aveva già alle spalle un intenso percorso di militanza: dalla fondazione del giornalino “L’Idea socialista” nel 1965 all’adesione al PSIUP e poi ai gruppi della Nuova Sinistra, fino alle lotte dei contadini espropriati per l’aeroporto, degli edili e dei disoccupati.
Portava dentro il circolo non solo la sua storia familiare segnata dalla mafia, ma anche una pratica quotidiana di impegno politico e di aggregazione delle fasce più umili, diseredate, sfruttate ed emarginate, che proprio in quelle esperienze trovarono una voce, uno spazio e un nuovo modo di stare insieme.
Peppino Impastato ed i compagni |
L’esperienza del circolo “Musica e Cultura”, fino ad oggi, non ha mai avuto una vera e propria storicizzazione. È stata raccontata poco e male, spesso da chi non ha mai frequentato davvero il circolo e ha pescato a caso, mettendo insieme pezzi scollegati, impressioni, semplificazioni.
Per chi c’era, invece, “Musica e Cultura” è stato molto di più: l’anello di congiunzione tra Radio AUT e le esperienze di aggregazione giovanile che, ancora prima del circolo, avevano iniziato a muovere le acque in una Cinisi bigotta e perbenista, collusa con il potere mafioso. Un passaggio di testimone, umano e politico, che ha segnato una generazione.
Oggi sentiamo il bisogno di restituire dignità e memoria a quelle progettualità sociali e politiche. Per molti di noi sono state una scuola di vita: un luogo di alta formazione umana e politica, ma anche un punto di rottura con i “valori” stretti e soffocanti della "cultura" tradizionale patriarcale e contadina. In quella stanza, nei giorni e nelle sere passate a discutere, ad elaborare e proporre, abbiamo imparato un altro modo di stare al mondo.
La musica è stata il nostro primo linguaggio comune, il filo che ha tenuto insieme tutta l’attività culturale e, poi, radiofonica. Attraverso la musica, Cinisi ha vissuto un risveglio culturale mai visto prima e neanche dopo: cicli di cineforum con registi come Fellini, Pasolini, Buñuel, Costa-Gavras, De Sica, Bergman; teatro d’avanguardia; mostre d’arte e di denuncia; animazione, murales, cantautori, concerti, incontri, dibattiti. Tutto questo è stato il terreno di una crescita collettiva e, allo stesso tempo, profondamente individuale.
A raccontare quel periodo non saranno solo le parole, ma anche i documenti che ci sono rimasti: fotografie, locandine, volantini, appunti. Dentro quei materiali ci sono le attività, certo, ma soprattutto il vissuto personale, le aspirazioni, le emozioni, le delusioni e le contraddizioni di chi ha vissuto intensamente quei momenti, spesso senza sapere che sarebbero diventati storia.
Proveremo a raccontare, a più voci, che cosa sono stati “Musica e Cultura” e “Radio Aut”, l’assassinio di Peppino e il depistaggio che ne è seguito.
E forse, nel farlo, verrà fuori anche molto altro ancora: ciò che non è mai entrato nei libri, ma è rimasto nelle nostre memorie, nelle nostre ferite, nei nostri desideri.
Paolo Chirco - ottobre 2020/gennaio 2026